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"Ci ficco la mia testa/ nell’acquario/ I pesci se ne fregano/ Per loro è ordinario"

Notti silenziose

Till Lindemann in italiano

Parlano i traduttori... Teodora Gandeva, Bulgaria!

2026-02-19 11:37

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Parlano i traduttori... Teodora Gandeva, Bulgaria!

Oggi parliamo con la traduttrice bulgara Teodora Gandeva di "Notti silenziose"!

Abbiamo pensato di inaugurare una piccola rubrica con i traduttori e traduttrici dell'opera di Till Lindemann “Notti silenziose”. Il libro “In stillen Nächten” e/o "100" Gedichte" sono usciti in diverse lingue e i traduttori sono spesso coloro che hanno l'annoso compito di rendere l'unica voce di Till Lindemann nella propria lingua… una sfida non facile. 

 

Come prima intervista ci fa molto piacere parlare con Teodora Gandeva, traduttrice professionista al momento residente in Germania In passato ha lavorato per l'Università di Sofia (Bulgaria) ed è stata traduttrice simultanea per conferenze. Ha tradotto e curato l'edizione bulgara di “100 Gedichte”. 

 

Le abbiamo rivolto qualche domanda, qua sotto la nostra intervista.

 

1) Quale è stata la più grande sfida nel tradurre Till Lindemann?

 

Il controllo. La più grande difficoltà non è stata nel scegliere le immagini e nemmeno le parole, ma il controllo che c’è dietro. Il linguaggio di Lindemann è controllato: anche quello che sembra crudo è stato così ben posto. Se lo ammorbidisci, la poesia inizia a mentire. Se lo esageri, lo rendi una messa in scena. Tradurre la sua poesia significa mettersi sotto questa pressione: sapere quanto smettere e resistere all’urgenza di spiegare cosa il testo ha deciso di lasciare non svelato.

 

2) Hai una poesia preferita nella raccolta? Se sì, perché?

 

Non guardo alle poesie come favorite.

 

Alcune poesie restano di più in testa di altre: non si svelano, si ripetono, insistono. Queste sono quelle a cui ritorno più spesso. Sono per me più rilevanti perché non ti promettono qualcosa che non possono mantenere.

 

Se dovessi, però, proprio scegliere una poesia, allora sarebbe questa: “In stillen Nächten weint ein Mann / weil er sich erinnern kann” . Sta per sé. Tu devi andarle incontro. E quando sei andato da lei, non si muove verso di te.

 

3) Quale poesia è stata la più difficile da tradurre? E perché?

 

Quelle pacate. In particolare quelle in cui violenza e dolcezza convivono a fianco l’una dell’altra senza alcun commento, dove il linguaggio rimane neutrale e non guida il lettore. Qualsiasi tentativo di chiarificare o di ammorbidire questo equilibrio rompe la poesia stessa. Queste poesie hanno bisogno di precisione. Una parola sbagliata, un ritmo sbagliato ed è già troppo.

 

4) Cosa vorresti dire ai lettori che per la prima volta si avvicinano alla poesia di Till Lindemann?

 

Leggete piano. Queste poesie non sono confessioni o provocazioni: sono sapientemente costruite. Ogni singolo elemento è ben pensato. E se qualcosa pare insopportabile, questo fastidio fa parte della struttura stessa. Non cercate una rassicurazione. Fate finire la poesia dove finisce senza chiedere spiegazioni che la possano chiarire.

 

5) Quali sono i precisi elementi culturali o letterari che hanno influenzato le poesie?

 

Sì, sono più strutturali che decorativi. C’è una chiarissima connessione con le tradizioni che premiano il comprimere: ritmo interrotto e un rifiuto alla consolazione.  In alcune poesie il corpo è trattato come una materia più che come una metafora: la mente corre subito all’Espressionismo tedesco (Gottfried Benn), ma anche tracce di Romanticismo nero e la decadenza di Baudelaire quando si toccano i temi grotteschi. Allo stesso tempo Lindemann è in un continuo confronto con Goethe: non stilisticamente, ma nella struttura tramite un’instabile scelta di temi poetici e un rifiuto categorico di risolvere la tensione morale. Più che nominare questo o quell’autore è il riferimento costante e la variazione che ne è una riprova. Lindemann non cita la tradizione: ci si muove al suo interno senza annunciarlo.

 

6) Hai scoperto qualcosa di sorprendente nella sua poesia comparandola alla sua musica?

 

Sì, quanto sia calmo. Le poesie non sono performance: si ritirano. La ripetizione sostituisce l’esagerazione e la dolcezza appare più come un obbligo che una forma di rassicurazione. Nella pagina non c’è nessun anfratto dove nascondersi dietro al libro stesso. C’è una profonda solitudine nei testi, ma non richiede mai compassione. È sempre lì, presente e una volta che noti questo confine, è impossibile non vederlo.

 

7) Pensi che queste poesie ci saranno ancora tra 100 anni?

 

Penso che molte di queste resteranno, ma perché precisamente si rifiutano di mentire e non promettono una soluzione che non esiste. I testi che tendono a voler far impressione non invecchiano bene. I testi, invece, che si basano sulla disciplina in genere sono più durevoli alla prova del tempo. Questi testi resistono sotto pressione e ti fissano direttamente. Questo è in genere abbastanza.

 

8) Pensi che i lettori dell’Europa dell’Est abbiano una speciale connessione con il grottesco e l’elemento ironico della produzione dell’Autore?

 

Non direi che sia un’inclinazione. Nell’Europa dell’Est il grottesco e l’ironia non sono solo giochetti estetici, ma un linguaggio di sopravvivenza. Vengono da luoghi in cui il sentimentalismo è inutile e il parlar franco può essere fatale. Questo è il motivo per cui il lavoro di Lindemann è spesso interpretato meno come provocazione, ma con più accuratezza. Il grottesco diventa disciplina, l’ironia diventa protezione. Evita alla poesia di mentire.

 

 

 

 

DOMANDE FREQUENTI

​Non mi piace la sua band, fa per me questo libro?

 

 

Questo libro fa per tutti quelli che non hanno paura di farsi shockare e sanno andare oltre gli stereotipi.

Non lo so… posso davvero regalarlo a Natale?

 

 

Anche a San Valentino… Il libro non scade.

Un 

 

Non mi piace tanto leggere… che faccio, aspetto il film?

 

 

No, ci sono anche tante immagini nel libro.

Ci sono dei limiti di età?

 

 

In Russia è uscito VM 18. Noi consigliamo la lettura a chi può andare a un concerto dell'autore. 

Il traduttore spiega

Per chi ha voglia di sentire un po' il dietro le quinte del lavoro di traduzione…

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